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Visualizzazione post con etichetta SFOGHI - DI QUANDO IL NOSTRO PAESE ERA IN MANO A UN BRANCO DI IMBECILLI . CIOE' OGGI.. Mostra tutti i post
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sabato 16 febbraio 2008

VOGLIO SCENDERE

Immagino che molti lettori della Gazzetta vadano allo stadio, siano tifosi od almeno s’interessino di calcio. E’ a loro che desidero scrivere i miei pensieri in questo freddo pomeriggio di anticipo di campionato. Con rabbia e chiamando le cose con il loro nome. A loro voglio raccontare del mio viaggio in treno Milano-Parma, un’ora e quarantacinque minuti passati in un vagone nebbioso e devastato in compagnia di una fauna maschile nera e rossa, inconfondibilmente milanista ed insindacabilmente detestabile. Potrei buttarla sul divertente, descrivendo in modo ironico e sagace di come tossicchiavo di fianco ad un giovane coperto di croci celtiche che si faceva una canna abbozzandomi un mezzo sorriso ammiccante, o di come cortesemente declinavo l’invito di un ubriaco di mezza età, che aveva nelle vene sambuca molinari e qualche globulo rosso, ad alzarmi per inneggiare alla squadra ed a non so quale giocatore battendo le mani come facevo all’asilo. Potrei. Ma la questione è molto più seria ed ampia del mio rocambolesco viaggio in treno e voglia di ridere su questo non ne ho più. Non si tratta dei miei polmoni, delle mie orecchie, della mia tranquillità mentre viaggio (pagando). Si tratta di soldi, molti, si tratta di civiltà, nulla, di legalità, impossibile, e di politica, sporca. Così il ragionamento che vi porto, tifosi o ultrà o simpatizzanti, deve cominciare con il pensiero di Marco Travaglio, che ieri sera ospite del Teatro Due in due ore di limpido e geniale eloquio, ha più volte sottolineato come in Itala il livello di sopportazione, la soglia di accettazione di soprusi, angherie, illegalità e rifiuti solidi urbani si sia negli ultimi anni drasticamente abbassata. E’ vero. Infatti siamo costretti ad accettare che la città sia blindata una volta a settimana, a costi altissimi in termini di denaro pubblico e civiltà. La domanda è: perché io, in quanto cittadina, contribuente, passeggera, utente o quant’altro, devo non solo accettare ma persino finanziare questa situazione? Se io andando a teatro a Milano mi accendessi una sigaretta nel vagone credo che giustamente sarei multata. Se scendessi con altri diciamo 40 amici in centrale non credo che troverei dei pullman speciali per raggiungere il Piccolo, tanto meno offerti dallo stato. Non credo neanche che alcune strade sarebbero pedonalizzate per l’occasione. Non credo che potrei insultare le persone in stazione, gettare improperi contro razze, città, paesi, nazioni, professioni e altri attori. No. Non potrei, non posso. Allora, perché accade che, nell’ordine, una mandria di gente incivile fumi sul mio treno (io ho pagato, loro no), che una mandria di gente incivile arrivi allo stadio con un pullman privato (io salgo sull’autobus e pago, loro no), che una mandria di gente incivile devi il traffico di alcune importanti strade cittadine, che una mandria di gente incivile insulti il cinese a fianco a me, che una mandria di gente incivile demolisca il soffitto del treno, urlando che la moglie di Raciti è milionaria, quando è tragicamente vedova? PERCHE’ QUESTA MASSA ANIMALESCA, DEPRAVATA E COMPLETAMENTE PRIVA DI UNA MENTE PENSANTE E’ TUTELATA, SOVVENZIONATA, AGEVOLATA NELL’ESPRESSIONE ODIOSA DELLA PROPRIA IGNORANZA ED INCIVILTA’? PERCHE’ IN TUTTO QUESTO IN PIU’ DEVONO ESSERE SCHIACCIATI I MIEI DIRITTI E QUELLI DI TUTTI GLI ALTRI CITTADINI? PERCHE’ ALLO STADIO SUCCEDE DI TUTTO, SI DICE DI TUTTO, ENTRA DI TUTTO, MUOIONO LE PERSONE, IL SISTEMA E’ AL COLLASSO, LA CORRUZIONE DILAGA E NON C’E’ UN POLITICO CHE ABBIA IL CORAGGIO E LA CORENZA DI DIRE BASTA? PERCHE’, ANCORA PIU’ GRAVE, NON C’E’ UN CITTADINO CHE SI ALZI E DICA BASTA MENTRE VENGONO CALPESTATI I SUOI DIRITTI FONDAMENTALI, LE LEGGI FONDAMENTALI DEL VIVERE IN SOCIETA’ E QUELLE AMMINISTRATIVE, PENALI E PERSINO COSTITUZIONALI? Ecco io oggi sento che come cittadina devo fare qualcosa. Scrivere a voi e invitarvi a riflettere. La risposta alle domande che mi sono posta è banale. Tristemente banale come tutte le risposte cruciali in questo paese amaramente abbandonato alla sopportazione, alla rinuncia, all’indolenza. La risposta sono i soldi. I soldi delle grandi aziende che possiedono le squadre, i soldi dell’ex- e forse futuro (Dio non voglia) presidente del consiglio, ma anche di molti altri industriali italiani e non. I soldi ovviamente. E così quello che rimane a me ed ai poveracci che come me che salgono sui treni sereni e ne scendono imbufaliti, è gridare VOGLIO SCENDERE. Che è anche il nome del blog di Marco Travaglio, che dell’Italia purtroppo ha capito quasi tutto.